Torna il caos politico e la violenza di piazza in Tunisia, a poco più di due anni dalla Rivoluzione del Gelsomino che rovesciò il regime di Ben Ali. Le ultime notizie (alla mattina di giovedi’ 7 febbraio) segnalano che il partito islamico moderato in carica, ha bocciato la proposta del suo premier, Hamad Jebali, di sostituire il governo con un esecutivo d’emergenza. Prposta che appena 12 ore prima sembrava invece una soluzione possibile per calmare la situazione. Le accesse proteste vanno estendendosi dalla capitale ad altre parti del Paese, con le inevitabili repressioni violente.
Dopo l’uccisione, mercoledì mattina, di Chokri Belaid, leader dell’opposizione e aperto critico del partito islamista di maggioranza, è esplosa la rabbia dei cittadini contro il governo e il partito Ennahda. Ugualmente preoccupate e concitate le reazioni online, a partire dall’enorme flusso di tweet che prosegue ininterrotto sotto gli hashtag #Tunisia e #Belaid.
Tra questi, @FadilAliriza parla di “tanti lacrimogeni a Habib Bourguiba Avenue! Centinaia di poliziotti su che lanciano grappoli di lacrimogeni sulla folla dei ragazzi in piazza”. XperTunisia (@xpertunisia) scrive: “Sembra che l’esercito abbia nuovamente preso controllo di tutto il Paese!”. E un’ampia galleria di immagini sulle proteste a Tunisi viene proposta da Myriam Ben Ghazi su Facebook.
Sperando che gli sviluppi di quest’ulteriore crisi non portino ulteriore violenza e morti nel mondo arabo, può tornare utile ripercorrere il quadro tunisino degli ultimi anni, con le violazioni dei diritti umani e le restrizioni governative che hanno preceduto la caduta di Ben Ali. E soprattutto ricordare quel processo di democratizzazione che ha raggiunto il suo culmine con le prime elezioni libere del 23 ottobre 2011.
Uno scenario a dir poco complesso, raccontato prevalentemente attraverso Internet e i social media in gran parte dagli stessi cittadini — le cui testimonianze sono state selezionate e raccolte in questo ebook, insieme a un puntuale quadro storico di riferimento: 70 chilometri dall’Italia. Tunisia 2011 – La rivolta del Gelsomino.









Molti cittadini sono rimasti sorpresi da questo colpo di Stato così repentino (e incruento), a breve distanza dalle elezioni (previste tra un mese, domenica 29 aprile), come d’altronde gran parte della comunità internazionale. Ma il Capitano Amadou Sanogo, leader del nuovo Comitato Nazionale per la Restaurazione della democrazia e dello Stato (CNRDR), si è affrettato ad affermare che la giunta guiderà la transizione fino alle elezioni già in programma e i suoi componenti non saranno tra i candidati ai seggi.
27 febbraio 2012 – L’anticipazione del Wall Street Journal
Domenica 26 febbraio, in Senegal sono previste le elezioni presidenziali. E il clima non è affatto sereno, come sarebbe invece auspicabile in una Repubblica democratica semipresidenziale. Ciò soprattutto perché ai cittadini è stato negato il diritto a manifestare contro la candidatura di Wade per un terzo mandato, considerata anti-costituzionale. Le proteste, svoltesi comunque nei giorni scorsi a Dakar, hanno poi portato a cariche della polizia, gas lacrimogeni, morti e feriti (sotto, una giornalista soccorsa).

Progetto selezionato per il Future12 - 






