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Tunisia: la rivolta del Gelsomino non è bastata…?

Published by Redazione on febbraio 12th, 2013 - in Generale

Torna il caos politico e la violenza di piazza in Tunisia, a poco più di due anni dalla Rivoluzione del Gelsomino che rovesciò il regime di Ben Ali. Le ultime notizie (alla mattina di giovedi’ 7 febbraio) segnalano che il partito islamico moderato in carica, ha bocciato la proposta del suo premier, Hamad Jebali, di sostituire il governo con un esecutivo d’emergenza. Prposta che appena 12 ore prima sembrava invece una soluzione possibile per calmare la situazione. Le accesse proteste vanno estendendosi dalla capitale ad altre parti del Paese, con le inevitabili repressioni violente.

Dopo l’uccisione, mercoledì mattina, di Chokri Belaid, leader dell’opposizione e aperto critico del partito islamista di maggioranza, è esplosa la rabbia dei cittadini contro il governo e il partito Ennahda. Ugualmente preoccupate e concitate le reazioni online, a partire dall’enorme flusso di tweet che prosegue ininterrotto sotto gli hashtag #Tunisia e #Belaid.

Tra questi, @FadilAliriza parla di “tanti lacrimogeni a Habib Bourguiba Avenue! Centinaia di poliziotti su che lanciano grappoli di lacrimogeni sulla folla dei ragazzi in piazza”. XperTunisia (@xpertunisia) scrive: “Sembra che l’esercito abbia nuovamente preso controllo di tutto il Paese!”. E un’ampia galleria di immagini sulle proteste a Tunisi viene proposta da Myriam Ben Ghazi su Facebook.

Sperando che gli sviluppi di quest’ulteriore crisi non portino ulteriore violenza e morti nel mondo arabo, può tornare utile ripercorrere il quadro tunisino degli ultimi anni, con le violazioni dei diritti umani e le restrizioni governative che hanno preceduto la caduta di Ben Ali. E soprattutto ricordare quel processo di democratizzazione che ha raggiunto il suo culmine con le prime elezioni libere del 23 ottobre 2011.

Uno scenario a dir poco complesso, raccontato prevalentemente attraverso Internet e i social media in gran parte dagli stessi cittadini — le cui testimonianze sono state selezionate e raccolte in questo ebook, insieme a un puntuale quadro storico di riferimento: 70 chilometri dall’Italia. Tunisia 2011 – La rivolta del Gelsomino.

Il web libero in Asia e l’Europa in tumulto

Published by Redazione on novembre 23rd, 2012 - in Notizie

Due nuovi ebook in uscita su Ping the world, uno gratuito e uno a poco prezzo, per chi vuole approfondire i temi legati al citizen journalism e all’uso dei social media per raccontare l’attualità.

Il primo ebook è Europe in Crisis, una raccolta di testi – a cura del team di di cittadini-giornalisti di Global Voices – sul tema della recente crisi politica, economica e sociale che si sta attraversando in Europa e non solo. Si tratta di un testo gratuito ed è il primo ebook del progetto Global Voices Books.

Europe in Crisis è disponibile in inglese e in italiano ed è composto da 13 articoli che riguardano Grecia, Spagna, Portogallo, Italia e altri paesi europei, colpiti dalla crisi delle banche e dell’Euro, attraverso lo sguardo dei media online partecipativi.

L’ebook è scaricabile in pdf, ePub e mobipocket dal sito Global Voices Books.

 

Il secondo ebook riguarda il cyber-attivismo come motore di proteste e mobilitazioni civili avvenute recentemente in Cina, Taiwan, Macao, Malesia e Hong Kong: Social Media e attivismo di base nel mondo che parla cinese è la traduzione integrale di un ebook prodotto da Hong Kong In-Media, associazione mirata allo sviluppo dei media indipendenti a Hong Kong e nelle aree di lingua cinese.

I saggi che compongono Social Media e attivismo di base nel mondo che parla cinese raccontano Charta 08, petizioni pubbliche e campagne ambientaliste in Cina, la “mobilitazione emotiva” di Hong Kong, la battaglia post-coloniale contro la cultura politica conservatrice di Macao e il movimento Reformasi in Malesia.

L’ebook è scaricabile dal sito di Quintadicopertina in pdf, ePub e mobi.

 

White Arrogance – Cosa dicono gli africani di quello che i bianchi pensano di loro

Published by Redazione on aprile 11th, 2012 - in Notizie

White Arrogance
Cosa dicono gli africani di quello che i bianchi pensano di loro
di Antonella Sinopoli
In uscita il 24 Aprile 2012

Cosa dicono gli africani di quello che i bianchi pensano di loro? Sembrerebbe un complicato giro di parole, eppure il testo “White arrogance” nasce proprio dalla necessità di dare una risposta a questa domanda, finendo poi con lo stanare luoghi comuni, pregiudizi e false convinzioni che il mondo occidentale coltiva nei confronti del continente nero.

L’autrice, Antonella Sinopoli, essendo anche lei ‘bianca’, ancorché viaggiatrice e profonda conoscitrice dell’Africa, evita in ogni modo di fornire una sua risposta ma guida il lettore attraverso una serie di testimonianze scritte e corredate da materiale audiovisivo, lasciando rispondere i diretti interessati.
Attraverso i social media, che offrono oggi uno sguardo più ampio su qualsiasi tematica – e comunque uno sguardo che parte dal basso e che consente un’interazione più stretta e immediata tra chi comunica e chi vuole sapere.

E’ quindi andata alla ricerca di video e blog (firmati prevalentemente da africani ma anche – in pochi casi – da bianchi trasferitisi da tempo) che aiutassero a fornire una risposta alla domanda iniziale. E’ così possibile verificare quante volte il pensiero occidentale sia influenzato da opinioni preconcette (sia che si parli dell’habitat africano che del carattere della gente di colore); quante volte articoli di giornale e servizi televisivi vengano scritti e realizzati sulla spinta di tali pregiudizi, per approfondire argomenti come la povertà, la cooperazione, lo sviluppo dell’Africa Sub-Sahariana.

Un viaggio per capire che c’è ancora tanto da scoprire e da capire. “White arrogance” è solo un inizio, uno schema, un tema da approfondire. Ognuno secondo i propri interessi e seguendo la propria sensibilità.

L’autrice
Antonella Sinopoli, giornalista professionista, impegnata sul fronte dei diritti umani sia come attività espressa attraverso la comunicazione online e gli strumenti dei social media, sia come attività di cooperazione sul campo (Africa). Videomaker per passione perché convinta nella forza del messaggio che deriva dalle immagini, anche senza (o con poche) parole.

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Questo ebook è stato raccontato su:
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Pingtheworld al Festival del Giornalismo di Perugia, ma che è Ping the world?

Published by Redazione on aprile 1st, 2012 - in Generale, Notizie

Pingtheworld è stato selezionato per essere presentato a Future12, uno «spazio dedicato alla scoperta e alla presentazione di nuove iniziative nel campo dei media, dai social media alle news apps fino ai progetti di ricerca mediatici», all’interno del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia.

L’appuntamento è per Domenica 29 aprile, alla Sala Raffaello dell’Hotel Brufani.
Di questo progetto sono due considerazioni -la prima sugli obiettivi e la seconda di metodo- che ci preme sottolineare.
Quali sono le caratteristiche di Pingtheword? Una prima idea di questo neonato progetto, che consideriamo ancora in fase embrionale, è possibile farsela curiosando fra le pagine di questo sito, leggendo i contenuti già avviati e studiando l’articolazione con cui sono nati e sviluppati.

«Portare i contenuti del citizen journalism (e non solo) in ebook» rappresenta uno strumento per riappropriarsi di una lentezza opportuna per un approfondimento del flusso informativo, anche nell’analisi di tematiche relative a paesi non occidentali: tali notizie infatti in rete circolano, anche se magari in secondo piano rispetto al flusso mainstream. C’è chi le segue, le vaglia, le contestualizza.
E’ utopistico chiedere che l’informazione in rete rallenti, e questo rallentamento implicherebbe anche un impoverimento dello strumento “rete”.
Ma se luogo dove la notizia viene proposta condiziona necessariamente modalità di lettura e il tempo di analisi perché non stringere un patto di collaborazione fra web, editoria digitale e carta stampata -regolati su orologi dal ritmo differente- per concedere uno spazio maggiore per l’analisi e l’approfondimento? Perché non raccogliere e circostanziare gli avvenimenti in un momento poco seguente alla loro apparizione sul web attraverso il digitale, e infine in un terzo tempo concedere loro uno spazio di riflessione ancora maggiore?

E’ la metodologia di lavoro adottata per «70 chilometri dall’Italia, Tunisia 2011 la Rivolta del Gelsomino», in cui i contenuti di alcuni post di Global Voices sono stati inseriti all’interno di un contesto storico e diventati ebook all’indomani della caduta di Ben Ali, aggiornati con le prime elezioni libere di ottobre 2011, e infine impressi su carta a un anno di distanza, grazie alla collaborazione con Stampa Alternativa.

Il metodo: è un progetto in partnership e in sinergia fra diversi enti, dove ognuno fa quello che sa fare meglio e fa solo quello, senza sovrapposizioni, personalismi e perdite di tempo.
Ed è una proposta per un modello economico in un momento in cui commercializzare, e di conseguenza dare valore a informazioni e contenuti nel web, si fa sempre più difficile. Ed è una proposta pragmatica, pratica e immediatamente realizzabile.

È – come dicevamo – un progetto “neonato” in evoluzione, che sta cercando altre forze, collaborazioni, sostenitori e magari anche sponsorizzazioni. Se vuoi saperne di più scrivici, e ne parleremo assieme.

Maria Cecilia Averame
(coordinatrice del progetto)

La successione [live update]

Published by Redazione on marzo 30th, 2012 - in NARRATIVA MIGRANTE

La corsa alla successione politica cinese è iniziata. Scandali, lotte interne, fughe di notizie vere e presunte. Ogni giorno una novità: un live update costante da qui a ottobre, per seguire passo passo la transizione politica della seconda potenza economica mondiale. Fino all’avvento della quinta generazione di leader.

[Continua a leggere su China Files...]

 

 

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Mali: golpe (inutile?) tra sorpresa e preoccupazione

Published by Redazione on marzo 29th, 2012 - in Notizie

All’alba di giovedì scorso 22 marzo, un gruppo di soldati ribelli ha occupato l’edificio della televisione statale e il palazzo presidenziale della capital Bamako, annunciando la presa del potere in Mali. I soldati sostengono che il governo del Presidente uscente, Amadou Toumani Touré (ATT), ha fallito nel sostenere adeguatamente le truppe nella lotta sempre più violenta con i ribelli Tuareg nel nord del Paese, i quali minacciano di volere la secessione.

Il Capitano SanogoMolti cittadini sono rimasti sorpresi da questo colpo di Stato così repentino (e incruento), a breve distanza dalle elezioni (previste tra un mese, domenica 29 aprile), come d’altronde gran parte della comunità internazionale. Ma il Capitano Amadou Sanogo, leader del nuovo Comitato Nazionale per la Restaurazione della democrazia e dello Stato (CNRDR), si è affrettato ad affermare che la giunta guiderà la transizione fino alle elezioni già in programma e i suoi componenti non saranno tra i candidati ai seggi.

Tra gli ultimi aggiornamenti, una delegazione africana sta per arrivare nel Paese allo scopo di “restaurare la democrazia”, come hanno richiesto con forza anche EU, USA e altre fonti interne. Ieri mercoledì 28 migliaia di persone sono scese in piazza a sostegno dei rivoltosi a Bamako, come avevano fatto nei giorni anche folle di oppositori. E la giunta ha diffuso il testo di una nuova costituzione, pur confermando lo svoglimento regolare delle elezioni. Mentre in una video-intervista pubblicata martedì 27 da Al Jazeera, il comandante Amadou Sanogo ha nuovamente difeso il colpo di Stato, ribadendo il fallimento manageriale del deposto presidente, che attualmente si trova in un luogo sconosciuto ma al sicuro e non come prigioniero – pur se sembra che alcuni politici e ufficiali di alto rango sono stati arrestati al momento del golpe.

(…continua a leggere su Voci Globali, da LaStampa.it)

Cina: la trappola del reddito medio

Published by Redazione on febbraio 29th, 2012 - in Notizie

cina27 febbraio 2012 – L’anticipazione del Wall Street Journal
Secondo quanto dichiarato al Wall Street Journal da alcuni degli autori del rapporto, “China 2030” solleva tutte le più spinose questioni economiche del modello cinese ed è stato realizzato per influenzare la prossima generazione di leader che guiderà il Paese a partire dall’ottobre di quest’anno.

Nel mirino del dossier ci sono le grandi imprese di Stato, i conglomerati che soprattutto nei dieci anni dell’amministrazione Hu Jintao- Wen Jiabao hanno rappresentato il cuore del sistema capace di garantire alla Cina tassi di crescita stupefacenti, anche dopo la crisi finanziaria globale del 2008.

(…continua a leggere su China Files…)

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Senegal al voto: proteste, violenze e social media

Published by Redazione on febbraio 27th, 2012 - in Notizie

senegal elezioni 2012Domenica 26 febbraio, in Senegal sono previste le elezioni presidenziali. E il clima non è affatto sereno, come sarebbe invece auspicabile in una Repubblica democratica semipresidenziale. Ciò soprattutto perché ai cittadini è stato negato il diritto a manifestare contro la candidatura di Wade per un terzo mandato, considerata anti-costituzionale. Le proteste, svoltesi comunque nei giorni scorsi a Dakar, hanno poi portato a cariche della polizia, gas lacrimogeni, morti e feriti (sotto, una giornalista soccorsa).

(continua a leggere su La Stampa…)

70 km dall’Italia. Tunisia 2011, la rivolta del gelsomino: il libro

Esce oggi per Stampa Alternativa il libro che fotografa l’anno della “rivolta del gelsomino”, che ha portato la Tunisia a rovesciare il regime di Ben Ali e di costituire nuove elezioni libere. Un libro che raccoglie le voci dei tunisini, riporta i loro racconti e le loro speranze, inserendole in un quadro storico che racconta la Tunisia dall’indipendenza del 1956 ad oggi.

Esattamente un anno fa arrivavano in Italia gli echi degli scontri nelle piazze tunisine. Proteste, raduni, repressione della polizia e dell’esercito. Il mondo occidentale cercava di ricucire i brandelli di notizie che trapelavano, per capire come uno stato, che fino a pochi giorni prima era considerato tra i più fidati e solidi della costa nordafricana, stesse improvvisamente crollando come un castello di carte.
La narrazione non arrivava dalle fonti ufficiali, ma si diffondeva in rete. Di sito in sito, di blog in blog, di tweet in tweet, erano gli stessi protagonisti della rivolta che comunicavano quello che stava avvenendo attorno a loro: concitati richiami a scendere in piazza, video degli scontri girati con il cellulare, foto delle vittime stese a terra, ragionamenti finalmente liberi su quello che era davvero la tunisia e su quello che sarebbe dovuta diventare.
I giornali occidentali si accorgevano, di colpo, che a settanta chilometri dall’Italia c’era un regime. Il presidente Ben Ali fuggiva in Arabia Saudita, e la scintilla della rivolta saltava di regione in regione, andando ad infiammare l’Egitto, la Libia, la Siria.
Per cercare di capire cosa si stesse davvero svolgendo in Tunisia nasceva a gennaio del 2011 il libro elettronico “70 km dall’Italia: Tunisia 2011, la rivolta del gelsomino”. Edito da Quintadicopertina, il testo  ascoltava le voci dei cittadini tunisini, riportando le loro storie, i loro post, i loro drammatici tweet, in una selezione effettuata e tradotta assieme a Voci Globali e arricchendo questa “presa diretta” con un quadro storico di Mehdi Tekaya che raccontava il “prima” della rivoluzione, la storia della Tunisia dall’indipendenza ai giorni nostri.tunisia
Nel corso del 2011la rivoluzione è continuata, altri scontri si sono alternati alla costruzione di nuovi progetti democrativi e governi di transizione, fino alle prime elezioni libere dello scorso ottobre. La narrazione continuava in rete e anche l’ebook uscito nel gennaio del 2011 si arricchiva di contenuti, raccogliendo nuove testimonianze e creando una nuova timeline che seguisse gli avvenimenti fino alle elezioni.

Oggi l’ebook, aggiornato alle elezioni del 23 ottobre 2011, diventa anche un libro edito da Stampa Alternativa, per proseguire quel racconto nato nelle piazze tunisine e propagatosi in rete, sui social network, nei libri digitali, per arrivare fino alle librerie e le biblioteche. È un racconto che vuole andare oltre la propaganda per fare informazione e aiutare a capire cosa sta succedendo a pochi chilometri da noi.

Africa Tech: 12 previsioni per il boom 2012

Published by Redazione on gennaio 18th, 2012 - in Notizie

africa wiredIl 2011 è stato un anno eccezionale per lo scenario tecnologico africano e tutto il mondo ha iniziato ad accorgersene. La copertina dell’Economist dedicata all’ascesa dell’Africa (3 dicembre 2011) ha rappresentato per molti una sorta di consacrazione per le opportunità e le sfide che attendono il continente.

Approfittando dell’arrivo del nuovo anno, ho compilato una lista di 12 previsioni per il 2012 in base alla mia esperienza e alle tendenze che osservo, in quanto professionista della Silicon Valley nonché come imprenditore nella scena tecnologica dell’Africa orientale. Ecco il mio augurio per un grande anno dell’Africa Tech.

(…continua a leggere su La Stampa…)

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