Pingtheworld è stato selezionato per essere presentato a Future12, uno «spazio dedicato alla scoperta e alla presentazione di nuove iniziative nel campo dei media, dai social media alle news apps fino ai progetti di ricerca mediatici», all’interno del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia.
L’appuntamento è per Domenica 29 aprile, alla Sala Raffaello dell’Hotel Brufani.
Di questo progetto sono due considerazioni -la prima sugli obiettivi e la seconda di metodo- che ci preme sottolineare.
Quali sono le caratteristiche di Pingtheword? Una prima idea di questo neonato progetto, che consideriamo ancora in fase embrionale, è possibile farsela curiosando fra le pagine di questo sito, leggendo i contenuti già avviati e studiando l’articolazione con cui sono nati e sviluppati.
«Portare i contenuti del citizen journalism (e non solo) in ebook» rappresenta uno strumento per riappropriarsi di una lentezza opportuna per un approfondimento del flusso informativo, anche nell’analisi di tematiche relative a paesi non occidentali: tali notizie infatti in rete circolano, anche se magari in secondo piano rispetto al flusso mainstream. C’è chi le segue, le vaglia, le contestualizza.
E’ utopistico chiedere che l’informazione in rete rallenti, e questo rallentamento implicherebbe anche un impoverimento dello strumento “rete”.
Ma se luogo dove la notizia viene proposta condiziona necessariamente modalità di lettura e il tempo di analisi perché non stringere un patto di collaborazione fra web, editoria digitale e carta stampata -regolati su orologi dal ritmo differente- per concedere uno spazio maggiore per l’analisi e l’approfondimento? Perché non raccogliere e circostanziare gli avvenimenti in un momento poco seguente alla loro apparizione sul web attraverso il digitale, e infine in un terzo tempo concedere loro uno spazio di riflessione ancora maggiore?
E’ la metodologia di lavoro adottata per «70 chilometri dall’Italia, Tunisia 2011 la Rivolta del Gelsomino», in cui i contenuti di alcuni post di Global Voices sono stati inseriti all’interno di un contesto storico e diventati ebook all’indomani della caduta di Ben Ali, aggiornati con le prime elezioni libere di ottobre 2011, e infine impressi su carta a un anno di distanza, grazie alla collaborazione con Stampa Alternativa.
Il metodo: è un progetto in partnership e in sinergia fra diversi enti, dove ognuno fa quello che sa fare meglio e fa solo quello, senza sovrapposizioni, personalismi e perdite di tempo.
Ed è una proposta per un modello economico in un momento in cui commercializzare, e di conseguenza dare valore a informazioni e contenuti nel web, si fa sempre più difficile. Ed è una proposta pragmatica, pratica e immediatamente realizzabile.
È – come dicevamo – un progetto “neonato” in evoluzione, che sta cercando altre forze, collaborazioni, sostenitori e magari anche sponsorizzazioni. Se vuoi saperne di più scrivici, e ne parleremo assieme.
Maria Cecilia Averame
(coordinatrice del progetto)






Progetto selezionato per il Future12 - 






