La matematica del migrante

La matematica del Migrante

(Un romanzo breve di Besa Nuhi Mone, a cura di Carlo Schiavo)

Dicembre 2011

Euro 2.50

Disponibile in formato epub, pdf e mobipoket.

 

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Sinossi

Una bambina albanese deve lasciare una terra deprivata dei diritti umani, diventata “un mare di lacrime” (Ardit Gjebrea). Arrivata in Italia, fa i conti con un’altra lingua, con un sistema scolastico solo in parte preparato per l’accoglienza, con numerosi pregiudizi.
Ad aiutarla in molte occasioni, e specialmente adesso che da adulta guarda indietro e riporta la sua storia, interviene il linguaggio della matematica, che con la propria universalità spiega e consola. E contribuisce a rendere la vicenda paradigmatica per due generazioni di persone costrette a emigrare.

L’autrice

Besa Mone è nata a Durazzo e si è laureata in Albania in matematica e fisica. Nel 1997 si è trasferita in Italia, dove si è specializzata nella mediazione linguistico-culturale. Ha pubblicato un “Manuale matematico bilingue” e suoi racconti sono comparsi nelle antologie delle prime cinque edizioni del concorso Lingua Madre (dal 2006 al 2010).

L’introduzione

Quando scrivo nella mia lingua i pensieri scorrono così veloci che scrivere impegna più tempo che pensare. Se volessi confrontare la mia scrittura in italiano e albanese, mi rendo conto che l’albanese rappresenterebbe un quadro con tanti colori sfumati dove gli oggetti non hanno contorni, ma si sciolgono l’uno con l’altro. L’italiano invece, rappresenterebbe sempre un’immagine con tanti colori, ma senza sfumature. Mi piacerebbe scrivere in italiano con la stessa facilità della mia lingua, ma mi è difficile. Qualcun altro al posto mio sceglierebbe la musica, la pittura, quello che gli verrebbe più facile e nello stesso tempo più comprensibile. Per me più facile è il linguaggio matematico.

Se usassi il vocabolario secco della matematica, direi che la letteratura descrive i fatti con una tecnica monodimensionale; l’arte grafica, la musica, la danza, con tecnica bidimensionale e tridimensionale. Ognuna di queste, sebbene abbia il pregio di essere comprensibile per tutti e ovunque, ha però una fisionomia nazionale. La matematica no. Lei è imparziale, si conosce da tutti in ogni angolo del mondo, anzi in ogni punto dell’universo. Anche la matematica descrive, ma in modo assolutamente imparziale e la sua descrizione è di n dimensioni.

Immaginiamo per un momento la nostra Terra con le sue infinite diversità (lingue, costumi, abitudini…). Nello stesso momento immaginiamo lo spazio, la vastità e la diversità del quale ci fa sembrare insignificanti le nostre diversità terrestri. Allora, se sulla Terra si parlano mille lingue, si seguono mille regole ecc., con i nostri “cospaziali”, invece, si può parlare solo con una lingua: quella della matematica, la quale, secondo le affermazioni di Galileo (1564-1642), fornisce i caratteri con i quali è scritto il libro dell’universo. Anche quello della Terra. Se ogni popolo ha la sua storia, la sua letteratura, la sua musica, ecc., tutti i popoli hanno solo una matematica ed essendo unica, lei permette a tutti noi di capirci ed intenderci molto bene, dandoci la serenità e la correttezza del giudizio.

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18 Responses

  1. Mauro Minervini scrive:

    Solo conoscendo Mone Besa e leggendo i suoi scritti si può cogliere il suo ampio spessore culturale ed interculturale. Una donna e madre, che fa dell’accoglienza dell’altro il respiro della sua vita.

    • Alberto scrive:

      Io non sono contraria per pciiripno al fatto che agli studenti, al termine o nel corso di un ciclo di studi, sia somministrata una prova nazionale.Non sono contraria nemmeno al fatto che tale prova pesi nella valutazione finale.Io sono un’insegnante, e cif2 che mi fa oltremodo arrabbiare e8 qualcosa che a parer mio non riceve mai sufficiente attenzione da parte delle famiglie, dei media o degli stessi insegnanti: quando sosteniamo infatti che la prova e8 difficile non diciamo il vero. Le prove invalsi non sono particolarmente difficili. Le prove invalsi sono sbagliate.Sono sbagliate perche9 per ogni prova c’e8 sempre un certo numero di domande a cui e8 impossibile, e lo e8 anche per un adulto, dare una risposta certa. Per molte domande non esiste, voglio dire, un parametro esatto in base al quale una risposta non e8, forse, migliore o un po’ pif9 adatta di un’altra, ma giusta e un’altra sbagliata . Le prove, quindi, non sono oggettive. Perf2 vengono valutate in modo oggettivo. Quest’anno, poi, le domande ambigue erano in misura superiore a sempre. Io mi sono divertita a leggere le spiegazioni (non so se fornite dalla stessa invalsi o da qualche insegnante volenteroso, che comunque ringrazio) e, gie0 solo per quanto riguarda il primo testo di italiano, ho potuto osservare questo. A2: la domanda non specifica quale sia la riga in cui si trova la risposta, ma si riferisce al tema centrale. Che puf2 essere, per l’appunto, l’evoluzione negli anni di un rapporto di amicizia, (a)che nel tempo si e8 allentato (b), su cui senza dubbio si riflette (d’altra parte, pif9 avanti, domanda A19, risposta corretta A:l’autore vuole comprendere un’esperienza, che e8 un’amicizia finita, ricordandola; quindi senza dubbio vi riflette su) A3. Sec, o meglio e8 effettivamente una precisazione. Che, come la maggior parte delle precisazioni si aggiungono a cif2 che e8 stato detto prima. Se d e8 giusto, nessuno puf2 quindi affermare che b sia sbagliato. A4. Riga n. 9: Si capisce subito che non si potre0 diventare uno di loro ( ) bisognava incontrarli prima, quando si era piccoli cosec . Quindi gli altri non si sentono impotenti perche9 rimpiangano l’infanzia in se9, ma, almeno in quel contesto, capiscono di non aver pif9 l’ete0 per entrare a fare parte del loro gruppo e condividere la loro lunga amicizia. In questo caso, quindi, la risposta c mi sembra persino pif9 corretta della a. A12. I bambini sono esonerati dai doveri della vita adulta, quindi sono liberi di giocare tutto il giorno. Oppure: i bambini sono liberi di giocare tutto il giorno e quindi sono esonerati dai doveri della vita adulta. Ci avevano incastrato, dovevamo portare i tavolini su per le scale, non potevamo giocare tutto il giorno. Perche9 la risposta a e8 giusta e la c e8 sbagliata? Non a caso, nelle spiegazioni che vengono fornite alle risposte, ci si riferisce ai guai combinati, cioe8 a una risposta esplicitamente scorretta, e non a quella plausibile ma scorretta per ragioni oscure. A20: e qui tocchiamo il massimo dell’assurdite0. Il filo conduttore del racconto e8 rappresentato o no, da lunghe pause estive reiterate, identiche nel corso degli anni, ma che tutti gli anni registrano alcuni pif9 o meno percettibili cambiamenti? Si parla, certo, di due amici che condividono solo il tempo delle vacanze, e che quindi forse non si conoscono davvero: ma il tempo delle vacanze non e8 anche il tempo del gioco? Non e8 quindi solo un gioco, anche conflittuale (inteso anche come tempo di superficialite0 contrapposto alla condivisione dei problemi della vita) che i due amici condividono? E non e8 con la fine dell’infanzia (il pomeriggio in cui ci si rende conto dolorosamente di non essere pif9 considerati bambini, il rapporto che progressivamente si allenta), e con il ricordo di essa, che l’autore fa i conti? E che cosa allora, se non il legittimo gusto personale, puf2 far considerare una delle risposte corretta e le altre sbagliate ?

  2. Ardian Mici scrive:

    Questa persona merita di essere veramente letta e ascoltata. Il suo modo di vedere le cose della vita in un’altro spektro è veramente sorprendente. With compliments!!!!!

  3. mimoza scrive:

    urime.Besa….!!!!

  4. Laura scrive:

    Un’idea originale e geniale quella di mostrare l’universalità del linguaggio della matematica. Un’autrice da ammirare, oltre che per la qualità del lavoro, soprattutto per non aver abbandonato la sua passione nonostante le ovvie difficoltà che uno straniero incontra in un paese non suo.

  5. bushati scrive:

    Të lumtë Besa! Kur njeriu është mësuar për të sfiduar jetën, e sfidon atë. Kur njeriu i ka vënë vehtes detyrë të mos ngelë në vend por të ecë përpara, e relizon atë, kur njeriu ka besim në forcat e vehta i aktivizon ato për tia arritur qël…limit. Dhe ti i ke këto mikja ime. Të uroj të ecësh e e sigurtë si gjithnjë, në fushën e mrekullueshme të matematikës, ku jo gjithkush mund të hyjë. Jam krenare që të kam mike, por mbi të gjitha kur prezantohesh ALBANESE.Të përqafoj fort.

  6. Lira Milaqi scrive:

    complimenti per l’incroco di 2 materie .caldo e freddo .

  7. eta scrive:

    Urime Besa! na beni te krenohemi me bashkeatdhetare si ju……gjithe te mirat sukses te metejshme

  8. Mehdi Shkreli scrive:

    Besa, më bëre qefin që punon e shkruan vazhdimisht. Ke qene studente shume e mire dhe tani je nje kerkuese shkencore e palodhur. Matematika, për ata që e studiojnë dhe e duan është një mikeshë që të dhuron pasuri të pafundme mendore, të pasuron fantasinë dhe shpirtin krijues pasi të hapë shtigje kurdoherë të reja. Të urojë suksese të mëtejshme

  9. Diana scrive:

    Besa puna jote na nderon te gjitheve, jo vetem ty. Une te admiroj per impenjimin tend dhe deshiren e pafundme per te qene e dobishme per te tjeret. Do doja te kisha gjysmen e kreativitetit tend. Bravo Besa.

  10. lida karagjozi scrive:

    urime Besa.me pelqeu shume.per mendimin tim eshte dicka shume e vecante sepse zakonisht njerezit qe kane prirje per matematike nuk i jepet shume per te shkruar.duket qe matematika te pelqen dhe te terheq aq shume sa te ka frymezuar te shkruash kaq bukur.me behet shume qejfi per kete arritje tenden dhe te uroj suksese te metejshme.na beni edhe ne te ndjehemi krenare,sinqerisht.

  11. aldo scrive:

    anche se ho lavorato solo qualche mese con Besa , ritengo sia una persona molto valita , capace e da apprezzare.

  12. kozeta scrive:

    pergezimet me te sinqerta per perkushtimin tend librat tuaj jane shume te vlefshem per punen tone
    te uroj suksese te metejshme

  13. Complimenti,Besa!Lo compro subito!!!A dirti il vero, mi sto occupando di migrazioni nell’altro romanzo che sto scrivendo!…Ti abbraccio!

  14. angela scrive:

    Besa, complimenti!!!Ho sempre apprezzato la tua cultura che , insieme ad una dolce riservatezza, fanno di te una persona speciale.
    Non ho mai amato la matematica o meglio non me l’hanno mai fatta amare, ma leggendo il tuo scritto ho riflettuto sulla sua universalità e quasi quasi…….ho cominciato ad amarla.

  15. concetta caggiano scrive:

    Besa è una persona molto speciale. Il suo libro mi ha davvero emozionata. Lo farò leggere ai miei ragazzi sperando che ,come lei, si “innamorino”della matematica.

  16. Valentina scrive:

    Un altro successo di Besa.. Complimenti, sono fiera e orgogliosa di te!

  17. Alina Cornea scrive:

    Mi sarebbe difficile dire se quello che è più bello nei racconti di Besa Mone è l’ originalità dell’ incontro tra matematica e letteratura,la purezza dell’ espressione, la profondità dei pensieri o l’ intensità del vissuto che traspare tra le righe. Ed è proprio questo misto insospettabile di drammaticità e scorrevolezza, di naturalezza e impatto emozionale, di leggerezza e profondità, che rende la sua scrittura talmente ricca.

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